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"Non importante come colpisci, l'importante come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... cos sei un vincente!"
Guenda |
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"Eleonora Pedron"
Quando studi troppo le mosse, non arrivi da nessuna parte. Eleonora ragiona prendendosi tutto il tempo, spontaneamente. Lha sempre fatto e non intende contravvenire proprio ora alla sua salutare regola di vita. Istintivamente, seduta comoda sul divano del salone daccoglienza allinterno della cantina vitivinicola Ca del Bosco, con laltra location deccezione di questi scatti, la cantina Barone Pizzini, il teatro dove la stupenda ex Miss Italia stata trasformata nella pi bella venere che la vendemmia della Franciacorta abbia mai conosciuto. Non a caso, il commento eloquente di un raccoglitore se ci fosse lei a vendemmiare con noi, sicuramente la produzione andrebbe pi veloce. Le foto di questo servizio sono la prova evidente della battuta: Eleonora fa correre il sangue almeno quanto il suo fidanzato, il campione Max Biaggi, fa in pista con la sua superbike. Qui la corsa delladrenalina su e gi per il corpo nel vederla dominare lautunno consacrandosi a Bacco sul set del fotografo Angelo Gigli. Sono a mio agio. Cerco di essere sempre molto naturale sul set. Non mi piace mettermi in posa. Pensare che non sono nemmeno una gran bevitrice. Bevo solo quando si tratta di brindare, scherza la ventiseienne padovana di Campo Sanpiero. Ora per Eleonora proprio il momento giusto per alzare il calice: al cinema ritornata con un ruolo piccolo ma decisivo in uno dei cult del 2008, la commedia agrosurreale di Pappi Corsicato Il seme della discordia; in Tv protagonista con Elisabetta Canalis, Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti della sitcom Medici Miei. In effetti un bel momento. Sono soddisfatta di quello che sto facendo, ma quello che mi piace deve ancora arrivare. Un monito dal sapore di piacevole minaccia.
Partiamo dal cinema. La piccola parte nel film di Pappi Corsicato vicino a Caterina Murino e Alessandro Gassmann cosa ti ha insegnato?
Moltissimo. Studio recitazione da tre anni e non un mestiere semplice. Bisogna acquisire una buona base per potersi confrontare con ruoli sempre pi grossi. Ho appena iniziato e per questo ringrazio una persona che mi segue nelle scelte professionali.
Ti sei riconosciuta nel ruolo della ragazza fatale?
Direi di s. In realt interpreto il ruolo di ragazza molto dolce. Dai tratti caratteriali delicati, una finta ingenua. Mi ci sono riconosciuta. Si creato un bel contrasto con Caterina Murino, che aveva questo ruolo di donna pi determinata. Pappi un regista difficile, in grado di rendere bene i caratteri. Il risultato una commedia alla Corsicato e lavorata in modo semplice e con il gusto per il dettaglio.
Giocando col titolo: cos per te il seme della discordia?
Ci sono tante cose che mi fanno arrabbiare. come se ogni cosa che mi accade mi rimanesse impressa.
Se ti trovassi in una situazione come quella di Veronica nel film, rimasta incinta di un compagno sterile e sicura di non averlo tradito, come reagiresti?
Sicuramente reagirei come lei. Non sapendo cosa fare. Abortire una reazione naturale. Bisogna tenere conto che il film gioca molto sullassurdo della situazione. Mi piace molto questa surrealt. I film troppo reali, alla gente non piacciono. Ti devi estraniare, devi avere la sorpresa.
Hai mai un forte desiderio di maternit, anche se sei molto giovane?
S, io sono cresciuta in una bellissima famiglia. Ogni mio pregio o difetto mi ricorda i miei. Sono la prima di dieci figli e sono sempre stata abituata a vivere con molta gente attorno. Mi piace fare la babysitter e sono sempre stata una grande stressatrice con i miei fratelli. Ho un po lindole della mamma maestrina. Sono sicuramente una di quelle persone che d priorit alla vita privata sul lavoro. S, naturalmente lavoro molto, ma mantengo un equilibrio. Non riuscirei a fare a meno dei miei spazi privati in cui non ci sono obblighi e scadenze.
Essere bellissima un vantaggio o uno svantaggio?
Decisamente un vantaggio. Chi dice il contrario mente. Limpatto piacevole torna sempre a favore. Siccome siamo in generale molto meglio predisposti verso qualcosa di bello.
Un servizio di nudo, come lo vivi?
un modo di mettersi alla prova. simile alla recitazione, nel senso che devi interpretare il concept davanti alla macchina. un po come recitare. Che sarebbe decisamente la mia dimensione preferita. Spero di continuare a farlo.
Sei in pace con il tuo corpo?
Sicuramente.
Cos per te essere sexy?
Sexy non avere le forme e esporle bene o avere lo sguardo intenso ecc. Essere sexy un movimento, una postura, un sapersi porre, una parola. Soprattutto sai cosa? Tutte queste cose devono essere fatte inconsapevolmente. Listintivit sexy in una donna.
C un modello sexy?
Non sono bella ma sono sexy. Quindi direi io.
Tu sei il tuo modello sexy al femminile?
S, perch no?
Assolutamente. Cosa ti irrita in un uomo?
Non c una caratteristica in particolare. Il mio rapporto con laltro sesso prima e ora durante il rapporto con Max serenissimo. Non c nessun aspetto che mi irriti a priori perch forse non ho mai avuto lideale di uomo. Comunque, non vado in cerca del bello da calendario o da copertina.
Che rapporto hai con la velocit, tu che sei la donna di un proiettile umano su due ruote?
Diciamo che laffronto bene se sono con qualcuno di cui mi fido. Altrimenti da sola ho qualche problema, e rallento. Una volta ero in pista a sciare ed successo un casino. Io non scio bene, ho preso velocit in discesa e ho preso paura. Poi ho preso un pino ed andato tutto bene.
Un pino? Ed andato tutto bene?
Diciamo che ora scio solo se attorno non ci sono molti pini.
Diamo le definizioni ai tuoi pi importanti partner lavorativi: Emilio Fede
Lunatico
Pappi Corsicato
Difficile, un mix di briosit e grande professionalit. Anzi, cambio: fuori schema e solare.
Alessandro Gassman?
Sempre scherzoso.
Sandro Piccinini?
Professionale.
Fabrizio Frizzi?
Brillante. E anche un uomo di unumanit acuta. Quando a Miss Italia parlai della mia vicenda personale (la morte del padre in un incidente stradale poco tempo prima, ndr) fu comprensivo. Dimostr di aver capito che il mio non era un subdolo tentativo di commuovere. Dovevo dire quella cosa (la dedica della eventuale vittoria al genitore, ndr) perch la sentivo dentro.
Te ne sei mai pentita?
No. Non mi pento facilmente.
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"Giovanni Allevi: bluff o genio?"
È un grande pianista e compositore? È un bluff colossale? Dopo l'intervista di Uto Ughi a «La Stampa», in cui il celebre violinista si è duramente scagliato contro Giovanni Allevi, la polemica infuria, sulla stampa e sul web, tra chi considera il pianista marchigiano come un impostore e chi lo ritiene un genio bistrattato. Su una cosa Ughi ha certamente ragione: il successo (incontestabile) del quasi 40enne pianista è uno straordinario fenomeno di marketing.
Giovanni Allevi può essere definito un giovane solo in una gerontocrazia come l'Italia: compirà infatti 40 anni il prossimo 9 aprile. Nato ad Ascoli Piceno, si diploma nel 1990 in pianoforte al Conservatorio di Perugia. Nel 1997 conosce Jovanotti e suona in alcune delle tournée del suo gruppo. Fino al 2005, però (ovvero fino a 35 anni di età), la sua carriera è quella di un pianista con formazione classica che sceglie invece una musica più facile da suonare e con un pubblico sicuramente più vasto. A fine 2004 ha già pubblicato due album, ma la sua presenza mediatica comprende soprattutto le rubriche dei programmi musicali; quella del Corriere della Sera riporta ancora nel 2004 concerti gratuiti (per esempio) per il pubblico della libreria Fnac di Milano, la città dove si è trasferito.
Il colpo di genio (dei suoi addetti alle pubbliche relazioni) arriva proprio alla fine del 2004. Già il 21 dicembre di quell'anno si annuncia che «il pianista italiano Giovanni Allevi si esibirà al Blue Note di New York». All'epoca Allevi veniva presentato come «un pianista trasversale per la sua capacità di contaminare i generi, dalla musica classica al jazz, dal funky al pop e così via». I giornali riportano resoconti debitamente trionfalistici: «Successo al Blue Note di New York per il pianista Giovanni Allevi. Col doppio concerto di domenica (biglietti esauriti per entrambi) nel tempio del jazz, Allevi ha dato l'avvio a un tour internazionale che lo porterà in Europa e Cina».
A una ricerca approfondita su Internet è peraltro sfuggita qualsiasi traccia del concerto sui media di lingua inglese. Come mai? Il concerto era organizzato in collaborazione con l'Istituto italiano di cultura, in coincidenza della rassegna «Jazz italiano a New York». Una rassegna nell'ambito della quale un discreto numero di gruppi nostrani (sempre a leggere i resoconti in italiano) fece il tutto esaurito in altri locali altrettanto prestigiosi della Grande Mela. Quanto ad Allevi, sui blog di questi giorni sono spuntati nostri connazionali allora a New York che affermano di aver ricevuto inviti per l'evento del 2005, sostenendo che il pubblico era composto in larghissima parte da italiani.
La presenza al Blue Note, opportunamente pubblicizzata, fa da detonatore mediatico: come? Non ci siamo accorti di avere in casa un artista che trionfa al Blue Note? Ecco che dal marzo 2005 le presenze di Allevi sulla stampa si moltiplicano, anche a seguito di una campagna di marketing martellante: se un «genio incompreso», che fino a sei mesi prima meritava solo qualche trafiletto o le due righe dei programmi degli spettacoli, ottiene ora interviste a piena pagina, il merito non può essere solo della sua musica.
Nell'aprile del 2005 esce il nuovo album «No concept». Ed è in quell'occasione che arriva il secondo colpo di genio. Quello di presentare Allevi - lo stesso Allevi di prima - non più come musicista fusion, ma come musicista classico a pieno titolo. Sentiamo come lui stesso si definì in quell'occasione: «Mi accusavano di volare troppo alto, così ho diviso l'album in due parti: nella prima prendo l'ascoltatore per mano con melodie accattivanti, nella seconda lo porto nei miei territori preferiti. (..) La mia non è contaminazione; la contaminazione è debole e soggetta alle mode. La mia è una musica dallo sviluppo rigoroso. Per questo non sono un jazzista ma un compositore europeo».
La nuova strategia non comprende solo la musica di Allevi, ma (come si addice a un fenomeno mediatico) il vendere Allevi come giovane e la sua capigliatura alla Lucio Battisti prima maniera. Ma al centro c'è soprattutto un'autoesaltazione che cresce col tempo, fino alla piccata risposta di domenica alle critiche di Uto Ughi: la mia «è una musica colta che non può prescindere dalla partitura scritta» afferma Allevi nella lunga lettera a La Stampa. Una musica che autodefinisce «un progetto visionario» per «gettare le basi di una nuova musica colta contemporanea».
L'opinione che ha Allevi di sé stesso è sicuramente all'altezza dell'alterigia di Beethoven. Quella che hanno di lui gli altri è a volte diversa. Per uscire dalla polemica italiana vediamo la definizione di Allevi che dà il sito svizzero «Schwingende Klangwelt», che ne vende i CD: «Il giovane pianista e compositore - dice recensendo «Joy» - è regolarmente nelle classifiche italiane dei dischi pop, poiché i suoi pezzi orecchiabili, che si appoggiano alla tradizione classica ma la mescolano con elementi di pop e jazz, sono dei motivetti che non si dimenticano. Allevi scrive e suona con mano leggera melodie che sono ben fatte e sono perfette come rilassante passatempo serale, senza essere noiose. Molti dei suoi pezzi trasmettono una nonchalance tutta italiana e mettono di buon umore. Un CD per tutti i fan di Einaudi».
Proprio qui sta però la genialità di chi gestisce l'immagine di Allevi: per chi non frequenta né ha mai frequentato i conservatori, infatti, è molto meglio convincersi di andare a un concerto di musica classica che non a quello di un parente musicale di Ludovico Einaudi... Ludovico Einaudi, del resto, non è mai stato invitato a tenere un concerto in Senato; il che dimostra che la strategia di "vendersi" come l'inventore della nuova musica classica ha finora "pagato", almeno nel nostro Paese. Riuscirà il novello Mozart a farsi accettare anche all'estero come compositore di musica classica, o la definizione svizzera citata sopra resterà quella più diffusa fuori dai nostri confini? |
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"STEVE JOBS squilibrio ormonale"
L'amministratore delegato della Apple Steve Jobs ha ammesso di essere nuovamente malato e, in particolare di essere
affetto da uno squilibrio ormonale e che questo alla base della sua perdita di peso. quanto spiega lo stesso
Jobs in una lettera nella quale precisa di aver gi iniziato un trattamento, durante il quale continuer a svolgere
la propria funzione di amministratore delegato. Se non potessi pi svolgere i miei compiti lo comunicher.
Nei giorni scorsi erano circolate voci pessimistiche sullo stato di salute di Jobs che negli anni scorsi aveva
sofferto di cancro al pancreas. A seguito delle rassicurazioni, il titolo di Apple guadagna il 2% negli scambi
preborsa. A far temere per la sua salute era stata la decisione presa il mese scorso di non partecipare, per la
prima volta nella storia di Apple, al Macworld, l'appuntamento d'obbligo per tutti i fan della casa di Cupertino che
si apre oggi a San Francisco.
Il posto di Jobs nella conferenza d'apertura del Macworld sar preso da un dirigente della stessa Apple. Questa sar
probabilmente l'ultima edizione del Macworld, dato che la Apple ha comunicato che questa sar l'ultima volta che
parteciper alla manifestazione iniziata a partire dal 1985 e che riunisce oltre 450 aziende che gravitano intorno
all'universo Apple. Quest'anno tuttavia la casa di Cupertino utilizzer la fiera per illustrare il suo nuovo sistema
operativo per computer che si chiama Snow Leopard. |
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