Friday 18th September 2020,
Guendalina

Anisare

Guenda 21 ottobre 2012 life Nessun commento

Si conclude il w/e versiliese, sono costretta a rientrare, voglio partire per tempo, non vorrei ritrovarmi imbottigliata nel traffico, prima però mi concedo un’ultima tappa, una tappa dal sapore dolce anzi direi dolcissimo…GELATERIA ANISARE. I buon gustai, versiliesi e non, sanno esattamente di cosa sto parlando, Anisare è il top del gelato, e se qualcuno dovesse coltivare qualche perplessità al riguardo per dissipare ogni dubbio basta dare un rapido sguardo alle numerose persone che stanno in coda sino al ciglio, nessuno sarebbe disposto a fare una coda del genere se non ne valesse realmente la pena! Ed io, consapevole della gratificazione che riceverò nel momento in cui assaporerò il mio gelato mi metto pazientemente in fila con gli altri. Entro a prendere il numero e non posso fare a meno di ridere nel guardare il cartellone che il proprietario ha esposto sopra il condizionatore e che recita, citando testualmente:” Giuro non è un poggia culo”, decido persino di fotografarlo. Servono il numero ottanta ed io sono solamente il numero tredici. Il mio sguardo inizia a vagare e le mie orecchie a carpire le conversazioni degli altri, mi soffermo ad osservare un gruppo di stranieri presieduti da un giovane uomo italiano che parla perfettamente inglese e che spiega loro dettagliatamente tutti i gusti disponibili, sono incuriosita dal legame che possa esserci ma non riesco a cogliere grandi elementi in grado di soddisfare la mia curiosità, deve essere fiorentino perché quando ordina i gelati al proprietario, riesco a riconoscere l’inflessione della gorgia toscana che non tradisce le sue vere origini. Cerco di avvicinarmi un po’, ma ci sono troppe persone e mi spingono, so che se indugio troppo rischio di perdere la priorità sull’ordinazione acquisita, tuttavia non riesco a fare a meno di smettere di guardarlo anche se la visuale è limitata, mi assomiglia terribilmente a qualcunoo ma inizialmente non capisco a chi… quei capelli folti neri, i baffi che cercano di celare uno splendido sorriso.. sono i baffi che hanno portato il mio pensiero a cercare una somiglianza, spremo bene le meningi mi concentro e alla fine ci sono, l’ho trovato! Assomiglia a Freddy Mercury nel concerto che fece a “Live at Wembley Stadium” anche se lui a onor del vero è più discreto del grande cantante. Non so il nome, non so dove vive, non so cosa faccia nella vita, so solo che parla perfettamente inglese e che gli piace il gelato alla nocciola, ma sono solo deduzioni e niente di più. Esce se ne va, adesso è totalmente fuori dalla mia visuale è sparito, ed è il mio turno, ordino il mio gelato e quello di Mary, che se ne è rimasta comodamente ad attendere fuori sotto il tepore del sole delle quattro, ma alla quale non è sfuggita la scena. Appena le porgo il gelato mi dice “carino, davvero carino quel tipo, peccato che eravate troppo distanti, magari aveva qualcosa di interessante da raccontare”, “magari no” le rispondo, ed aggiungo “ però in effetti il problema è stato che non sono riuscita ad entrare nel suo campo visivo, era troppo concentrato a parlare con gli inglesi ed a ordinare i gelati al gruppo, anche perché se fossi entrata nel suo campo visivo la sua vita non sarebbe stata più la stessa, chissà magari ci rincontriamo a Firenze, magari no e chi può dirlo ”… Ciao Versilia…

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