"Arte, seduzione e erotismo"
Seduzione ed erotismo, l’arte non sembra poterne fare a meno.
L’Europa si unisce, nell’esposizione dei capolavori un tempo proibiti o celati clandestinamente nei magazzini dei musei.
Alla Barbican Art Gallery di Londra è allestita “Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now” mostra che raccoglie duemila anni di storia della seduzione, da Occidente ad Oriente. A confronto oltre 70 artisti; dai manoscritti indiani, e stampe erotiche giapponesi, ai dipinti barocchi e rinascimentali, fino alle più bizzarre, ma costosissime, sperimentazioni contemporanee.
Sullo stesso filone a Rotterdam, è in scena al Witte de With: “Bodypoliticx” rassegna virata sulle tecniche artistiche contemporanee, che s’interroga sulla definizione di pornografia nella società attuale. E si permette pure di sdoganare (finalmente) la presunta oscenità di alcune opere e manifestazioni artistiche, dando loro una nuova dignità e posizione.

La seduzione, l’arte di richiamare a sé, di affascinare utilizzando l’eros e le forme corpo spaventa, attrae e conduce a vendite record di biglietti nelle gallerie d’arte.
«Ogni società che ha sviluppato una sofisticata immaginazione visuale ha rappresentato il sesso in modo più o meno naturalistico. - afferma Kate Bush, direttrice del Barbican - Religione e autorità hanno sempre cercato di limitare l'esposizione. Ma noi vogliamo ricordare che il verbo latino seducere contiene il significato di "avvicinarsi a se stessi”». Con buona pace della Regina, della spigliata Olanda e di quella parte di opinione pubblica, che ha polemizzato riguardo alla necessità di mostrare arte e sesso.
Il pubblico italiano sembra più avvezzo all’allusione agli elementi all’eros e della seduzione; i maestri dell’arte classica e moderna, i nostri grandi maestri, hanno sempre incluso ed enfatizzato la componente amorosa, sia nel sacro o che nel profano. E nonostante la cultura cattolica e la condivisibile pressione antipornografica, nei nostri musei e gallerie, l’amore, il nudo, e la seduttiva allusione all’eros sono sempre circolati liberamente.
C’è da chiedersi se non si siano più offensivi alcuni spot pubblicitari, o programmi televisivi. L’arte no, le opere soffrono e rilasciano, sono state pensate o elaborate in campi ben lontani dalla pornografia e dal business spregiudicato.

Entrambe vietate ai minori di 18 anni, le due mostre affrontano i temi del corpo, della seduzione e del sesso nell’arte con due approcci diversi.
Al Barbican di Londra il tema della seduzione è analizzato nell’arco di due secoli, Seduced presenta più di 200 opere, il lavoro di 70 artisti, nomi del calibro di Nobuyoshi Araki, Francis Bacon, Jeff Koons, Robert Mapplethorpe, Pablo Picasso, Rembrandt van Rijn e Andy Warhol. In mostra un affresco proveniente da un bordello pompeiano, disegni di Aubrey Beardsley e opere di Koons che ritraggono Cicciolina con coroncina di fiori in testa.
Tracey Emin si interroga al neon: «Is Anal Sex legal?», «Is legal sex anal?». Ma dove è il confine tra arte o pornografia? Nessuna volgarità o licenza, il Barbican, anzi la sua direttrice Kate Bush replica: «La mostra è una celebrazione di opere che collegano tutto il genere umano attraverso duemila anni di storia e cultura».
La grande mostra Bodypoliticx in corso al Witte de With Center for Contemporary Art fino al 16 dicembre 2007, riflette sul significato della pornografia e sull'uso del corpo femminile, focalizzando l’attenzione sui fenomeni artistici contemporanei. Più di 70 artisti, film-makers, reporter, musicisti e giornalisti si lanciano nella disamina e osservazione della demarcazione tra industria del sesso, subcultura, pop e arte. BODYPOLITCX lancia la provocazione: se abbiamo imparato da Shakespeare cos’è l’amore, cosa possiamo comprendere dalla pratica culturale della pornografia?

E dopo tutto questo erotismo, questo amore mostrato; la riflessione suggerita dal corpo apre le pieghe della mente e della anima. Che esposizioni così “scoperte e nude” rivelino aspetti molto più nascosti e psicologici, che scioccanti e pruriginosi.
Il desiderio di seduzione non si consuma, né si esaurisce. Si nutre e trova corrispondenze visive nelle sale di queste due gallerie; si estende in mille pensieri e riflessioni, tutte da godere.