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| Spencer
Tunick, nudo metropolitano
Spencer Tunick è nato a Middletown - New York - nel 1967.
Laureato all'Emerson College di Boston, nel 1988, vive e lavora
a Brooklyn - New York.
Una
performance di Spencer Tunick dura solo alcuni minuti. Uno o
più volontari ( migliaia nel caso del Cile) si raccolgono
in uno spazio all' aperto, si tolgono i vestiti e si mettono
rapidamente in posa per farsi fotografare dall'artista.
Che ci si trovi nelle vie di New York o di Vienna piuttosto
che in mezzo al deserto, gli scenari di Tunick divengono composizioni
astratte, a metà strada tra scultura e installazione.
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| "Mi
piace lavorare dentro l'anonimato di uno spazio pubblico. La
mia passione è creare forme con i corpi". Tunick
ama definirli "prolungamenti organici di paesaggi".”
Generalmente lavoro alle prime ore dell’alba perché le
persone sono più distese, meno violente, e poi non amo
la luce piena del giorno, preferisco colori come il blu inchiostro
ed il grigio. Per le mie foto non capita mai che selezioni le
persone in base a criteri di bellezza fisica, ritraggo solo
chi lo vuole fare espressamente”
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| Quelle
persone nude sdraiate sull'asfalto di una città o disposte
in una lunga serpentina sulla sabbia del deserto sembrano sottolineare
la carnalità, la vulnerabilità, la mortalità
del corpo umano.
Quanto alla sua capacità di seduzione, essa allarmò
l’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, che lo fece arrestare
5 volte, mentre si preparava a fotografare corpi rigorosamente
nudi in una New York ancora addormentata. Tunick all’inizio
della sua carriera mandava inviti scritti a mano: "Per
cortesia, prestatemi il vostro corpo per un momento e io vi
darò una stampa della foto". Adesso basta che dal
suo sito ed attraverso un po’ di promozione in Internet dica
“tutti nudi!” che all’appello si presentano centinaia e centinai
di persone, in Cile addirittura circa quattromila.
E’stato anche in Italia a Piazza Navona, senza nessun problema
di ordine pubblico; vedere lavorare Tunick ha creato una specie
di atmosfera surreale sospesa nell’ambiente fra la fontana e
la Chiesa.
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I
nudi di Spencer Tunick non hanno niente a che fare con le rivendicazioni
di ideali comunitari e d’amore libero su modello Woodstockiano:
la sua finalità è quella di restituire al corpo
umano, nella sua imperfezione, la sua inalienabile dignità.
I corpi nudi per Tunick perdono le loro differenze.
Simmetrico,
patinato, perfetto, è questo il corpo che i media ci
impongono. Su questo stereotipo culturale riflette il lavoro
di Tunick, immagini dove i corpi perdono le loro caratteristiche
corporali per acquisire quelle forme astratte perfettamente
inserite nel paesaggio metropolitano.
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