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| Da
musa di Dalì e superstar di Andy Warhol a profetessa
di un’arte ispirata agli angeli e ai jet: ULTRAViolet
New York, anni ’60. La pop art è al suo apice.
Ultra Violet, come modella al suo debutto, si manifesta in tutto
il suo splendore. Sotto le ali incantate di Dalì, nel
1963 si presenta al guru del pop Andy Warhol, di cui sarà
la musa per più di 25 anni. Figura emblematica del mondo
dell’arte Ultra Violet fa parlare di sé fin dall’infanzia.
Nasce in Francia nel’ 35, l’educazione che riceve
è serena , forse troppo se a 15 anni viene sottoposta
a esorcismo: la cura non funziona e a 16 finisce in riformatorio.
Quando esce i genitori le chiedono:” Cosa vuoi fare?””,
lei non ha dubbi:” L’America”, il sogno, il
sinonimo di libertà. Nel 1955 spicca il volo per New
York dove conta di vivere la sua favola personale. Attratta
dall’arte frequenta l’underground cittadino ed è
in questo periodo che conosce Dalì, di cui diventa allieva
nonché, musa ispiratrice. Così sotto l’egida
del maestro del surrealismo inizia la sua eccentrica carriera..
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| Isabelle
Collin Dufrense- come certifica l’anagrafe- viene ribattezzata
Ultra Violet durante le riprese del film “ I , a man”
di Andy Warhol: i due si frequentano assiduamente cimentandosi
in discipline diverse. Nel’64 nasce il laboratorio The
Factory. Dopo aver partecipato attivamente alla sua realizzazione
diventandone una delle superstars, Ultra Violet lo userà
spesso per le sue rappresentazioni artistiche. In breve tempo
la Factory diventa l’imprescindibile punto di incontro
di artisti di ogni tendenza: tra gli habitues spiccano Marcel
Duchamp, Jasper Johns, Lichtenstein, Rauschenberg, per citarne
solo alcuni. Questo periodo storico così importante viene
raccontato così nelle sue memorie: “ Famous for
fifteen minutes, my years with Andy Warhol”. Il volume
che nel titolo riprende quella che è forse la frase più
nota di Warhol ottiene uno straordinario successo e viene tradotto
in dodici lingue. |
| Nel
1973 un grave incidente segna una fondamentale cesura nell’esistenza
e nella ricerca dell’artista. Dichiarata clinicamente
morta, torna letteralmente alla vita, e dopo una lunga convalescenza
si dedica allo studio dei testi sacri. La rivelazione sopraggiunge
con il “libro dell’Apocalisse” dal quale attinge
i fondamentali teorici del suo lavoro. La luce diventa la sua
sorgente di energia la sua fonte creativa primaria. Fa qui la
realizzazione dei dischi in vetro “ Nec Plus Ultra”
degli arcobaleni al neon, dei sudari di Cristo. Segna un punto
fermo del suo nuovo fervore pubblicando il manifesto “
Celebration de la lumiere”.” Rendo testimonianza
alla luce in tutte le sue forme” dichiara.
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| A
questo segue la ricerca sugli angeli: gli Angeli nucleari, gli
angeli reazione, gli Angeli informatici…creature celesti
che l’artista considera come meteore di speranza e messaggeri
della comunicazione. Ed è a loro che si ispira il movimento
tra arte e spiritualità, cabala e jet supersonici che
Ultra Violet fonda nel’ 90, l’Ultratique. Negli
Usa, dove risiede per parte dell’anno (ma trascorre ormai
da tempo lunghi periodi nel Sud della Francia), insegna all’università
di New Jersey City, vicino a New York. |
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| Ormai
celebrata come artista delle arti visive, drammaturga, video-artista,
compositrice, allestisce laboratori multidisciplinari per lo
sviluppo sincronico di materie diverse. Con il suo metodo comparativo,
Ultra Violet spera di incoraggiare i giovani allievi a specializzarsi
in più di una forma artistica, quale prima tappa di un
nuovo “rinascimento” dell’arte e della cultura.
Senza abbandonare gli studi mistici, rende omaggio a Andy Warhol
creando una sedia elettrica in legno “ un’opera
in tre dimensioni a due posti, anziché uno. E’
più conviviale…”precisa. Cullata dai ricordi
l’icona della pop art racconta:”Attraverso i suoi
lavori, Warhol ha rappresentato non solo il sogno americano
ma anche i sognatori del sogno. E la parte più importante
del suo percorso arriva a mio parere solo verso la fine, negli
ultimi due anni di vita, quando basa tutto esclusivamente su
immagini spirituali. In conclusione sottolinea la sua eredità
non si inserisce unicamente nel materialismo, nel sogno americano
e nei suoi cultori, ma anche nella spiritualità.”
Intanto continua i suo studi mistici e prepara un’importante
esposizione sul cielo, dalla luce agli angeli, prevista per
la primavera alla New Jersey University. Molto è accaduto
nella vita di Isabelle da quando Warhol la incoronò “pop
icon”. In mezzo a tante rivoluzioni lei è rimasta
fedele a se stessa: e con la passione di sempre oggi la ex superstar
non teme di definirsi una “ultradonna”.
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