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Impressioni su “Io e te” di Bernardo Bertolucci

Guenda 6 novembre 2012 Cinema Nessun commento
Impressioni su “Io e te” di Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci torna in regia con Io e Te un dramma intimistico ed emozionante, un grido d’aiuto contro la solitudine e la conseguente rinascita. Avevo intenzione di andare a vederlo in questi giorni ma tra un impegno e l’altro non sono ancora riuscita ad organizzare la mia serata al Cinema. Ne ho parlato con Silvio (Balloni), sapevo che sarebbe andato a vederlo e avevo voglia di conoscere il suo giudizio. Una delle cose straordinariamente belle di avere per amico un critico (d’arte e letterario) , è che se gli chiedi un parere su qualsiasi cosa sai che ti risponderà in modo appropriato con una valutazione dettagliata ed esauriente dissolvendo così ogni dubbio. Ho chiesto a Silvio la gentilezza di scrivermi qualche impressione sul film, e desidero condividerla con voi:

Sguardi profondi, sognanti, in cui si riflette il desiderio di evadere da una realtà adulta che ancora non ha imparato a educare i propri figli, continuando a coinvolgerli nel grigiore di una quotidianità misera e incolore, fatta di squallidi tradimenti, piccole questioni di pratica e attualità: da qui, il desiderio spasmodico di fuggire in un universo fatto di musica, vita, emozioni forti, nell’onda coinvolgente della melodia, dell’emozione, dell’Amore.

Ancora lo spazio chiuso di una stanza, alveo in cui trovare rifugio dal mondo esterno, in una dimensione quasi ultraterrena, dove le regole del vivere comune non hanno cittadinanza, e finalmente condurre la vita che si vuole, in piena libertà, come in Ultimo tango a Parigi.
Anche la cantina di Io e Te, come l’appartamento sfitto del centro parigino, è preludio a una situazione tragica, la morte per overdose di Olivia, che Bertolucci, però, modificando la trama del romanzo di Ammanniti sceglie solo di suggerire, concentrando il nostro sguardo su quel misterioso incontro di destini che genera una commovente esplosione di vita, esperienza e tenerezza, la quale innesca tutte le doglie di una gestazione dolorosa, estenuante, ma che infine porta Lorenzo, il protagonista, a rompere la crisalide della sua maturazione, e a uscire dalla cantina-rifugio con le stigmate di un’esistenza rinnovata: Olivia il seme che muore, Lorenzo il frutto che germoglia.

E quando le note di Space Oddity, cantata in italiano da David Bowie, irrompono sullo schermo, Lorenzo e Olivia si uniscono in un abbraccio la cui intensità cresce sulla corrente emozionante della musica, e gradualmente si trasforma, con dolcezza, in un vero e proprio amplesso amoroso, tanto più vivido, reale e coinvolgente quanto casto e delicato, purissimo, narrato con tatto squisito: sulle note di questa moderna elegia sentimentale, il cuore dello spettatore si allarga, il cinema torna a farsi Poesia.

Trailer Ufficiale:

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