Mica facile essere il numero uno. Ma a più di un anno di distanza da quel draft NBA che l’ha incoronato prima scelta assoluta, si può dire che Andrea Bargnani (romano, classe 1985) non abbia minimamente disatteso le aspettative. Primo italiano della storia ad essere scelto come numero uno, l’ala forte dei Toronto Raptors, si sta giocando in questi giorni uno dei posti disponibili per l’All Star Game, la partita che mette di fronte le stelle NBA e che si giocherà a New Orleans del prossimo 17 febbraio.
Se la dovrà vedere con gente del calibro di Kevin Garnett e LeBron James, ma sognare non costa nulla. Intanto, il Mago, reduce dal primo derby d’Italia in NBA con Marco Belinelli, si gode il fatto di essere stato scelto come testimonial per l’edizione 2008 del videogame NBA Live.
Il gioco è la migliore simulazione di basket sul mercato e come testimonial ha avuto gente del calibro di Tracy McGrady e Dwayne Wayde.
Come ci si sente a guardare il mondo dalla cover dell’edizione 2008?
Essere stato scelto come testimonial di NBA Live 2008 è una grande emozione soprattutto perché si tratta di un videogame a cui ho sempre giocato, fin da quando ero un ragazzino, e sto parlando dei primissimi anni Novanta. Non ho mai mancato un appuntamento con una nuova edizione di NBA Live e adesso ritrovarmi sulla copertina è davvero una strana sensazione. Unica, direi.
Che effetto ti ha fatto ritrovare Marco Belinelli su un campo NBA?
È importante che Marco sia venuto a giocare nella NBA: era anche il suo sogno e sono molto contento che sia riuscito a realizzarlo. Lui ha molto talento. Basta solo dargli del tempo per dimostrare che ha voglio di lavorare duro, di lavorare tanto.
Dove possono arrivare i Raptors quest’anno?
Ovviamente, spero più avanti possibile. Il primo obiettivo sono i play- off, poi si vedrà.
Secondo te, gli equilibri del campionato NBA, almeno quelli della Eastern Conferente, cambieranno completamente?
Credo proprio di sì. Un campionissimo come lui, può decisamente cambiare l’equilibrio del campionato.
La squadra favorita per la vittoria finale?
Sembrerà ripetitivo, ma è ancora una volta San Antonio.
Come vedi il campionato di basket italiano, quest’anno,tra favorite e possibili rivelazioni?
La favorita è sicuramente Siena, anche perché ha una squadra già collaudata, con molti giocatori già nel roster lo scorso anno. La “mia” Treviso è invece molto rinnovata, ma ha un grande potenziale, ha molto talento. Penso che alla lunga possa uscir fuori.
Facciamo un passo indietro. Parlaci un po’del tuo rapporto con i videogiochi.
Ci gioco spesso. Magari durante la stagione ho meno tempo per farlo, però quando andiamo in trasferta, non c’è volta che, con tutti i compagni di squadra, non si faccia partire una sfida ai videogames.
Nella realtà, sei un’ala grande/centro. Nel basket virtuale, in quale ruolo ti piace più giocare?
Direi lo stesso, ala grande/centro. Fare il playmaker no, decisamente non è il mio mestiere. Neanche ai videogames!
Ti riconosci nel Mago versione NBA Live?
Non ho ancora giocato molto con NBA Live 2008. Sicuramente, da quel poco che ho visto, la resa è incredibile. I programmatori hanno lavorato veramente bene, ed è impressionante come riescano a rendere così bene le somiglianze fisiche rispetto alla realtà.
C’è qualcosa che il Bargnani in carne ed ossa può imparare da quello virtuale?
Speriamo di no, sarebbe un bel problema (ride, ndr).
C’è una domanda che nessuno ti ha mai fatto e che vorresti ti venisse fatta?
A pensarci bene, veramente no.