"Anna Molinari"
È difficile incontrare qualcuno che, pur essendo al centro del fashion business internazionale, non si è mai montato la teste ma, contrariamente a ciò che può pensare la forma mentis popolare, ha mantenuto saldamente fermi i suoi punti di partenza morali, etici ed estetici, mixandoli abilmente con creatività e passione. Crea una donna ironica e seduttiva, che adora giocare con la sua immagine, in grado di slittare da atmosfere alla Pretty Baby, deliziosamente maliziose, a reverie da femme fatale; morbidamente fourty. Lei è Anna Molinari, cuore e mente del Blufin Group (Anna Molinari, Blumarine, Blugirl, Miss Blumarine, Miss Blumarine Jeans), un impero di più di ottocento punti vendita e boutiques monomarca sparsi tra USA, Europa, Far e Medium East, di cui ricordiamo, solo per fare un esempio, lo store a Dubai aperto nel 2004 all'interno del superchic Villa Moda. Dalla sua il brand è forte di una schiera di adoranti Blumarine addiets tra le celebrities internazionali e di fatturati che non hanno risentito per nulla della crisi del settore, anzi. Merito di un team tutto familiare che vede al timone lei, coadiuvata dalla figlia Rossella Tarabini (fashion designer della linea Anna Molinari), dal fratello Gianguido e, sino all'anno scorso, dal marito Giampaolo Tarabini. Con lei abbiamo parlato di cambiamenti e di momenti di svolta, nella moda, ma anche nella vita.

Chi è Anna Molinari?
Una stilista, ma prima di tutto una donna, con le sue passioni e le sue fragilità, dalla forte sensibilità ed immaginazione, non prive di coraggio e determinazione. Sono nata a Carpi, nel distretto della maglieria ed ho avuto la fortuna di seguire l'esempio e l'esperienza dei miei genitori che gestivano un maglificio che realizzava capi per le più importanti griffes. Alla moda ho sempre unito un grande amore per la storia dell'arte, che mi ha aiutato a valorizzare il lato estetico delle cose. Ho sempre mantenuto le radici a Carpi, pur viaggiando spesso per lavoro: l'essere ancorata ai valori della mia terra, l'aver puntato all'eccellenza del prodotto made in Italy, l'aver creato un modello di impresa familiare flessibile, dinamica, centrata sul valore delle persone, credo abbiano contribuito al successo di Blumarine.
Come è iniziata la Sua avventura vincente nel mondo della moda?
Il marchio Blumarine, il cui nome rispecchia l'amore mio e di mio marito Giampaolo per il mare, è stato creato nel 1977. Il mio desiderio più grande ed il mio obiettivo era quello di poter essere considerata un'innovatrice nel panorama della moda, creando un marchio ed apportando uno stile che fosse il frutto del mio gusto e della mia sensibilità e che rispecchiasse il mio modo di essere. L'entusiasmo, la ricerca continua, il mettermi in gioco ogni giorno, la reale volontà di comprendere le donne, le loro aspettative e le loro esigenze per realizzare i loro sogni ed il loro desiderio di sentirsi belle con abiti in grado di esaltare la loro femminilità, penso abbiano rappresentato aspetti determinanti per la crescita di Blumarine, convincendomi a proseguire nella direzione intrapresa.
Qual è l'idea di donna di Anna Molinari?
Una donna romantica e femminile, solare, seducente ed ironica. Una donna forte, moderna ma desiderosa ancora di sognare e di sapersi stupire delle piccole cose.
Secondo lei quali cambiamenti avverranno prossimamente nell'immagine femminile contemporanea?
Mi auguro si possa tornare ad un'immagine più complessa, meno stereotipata dell'universo femminile, non più legata ai canoni di tv, cinema e mode passeggere. Mi piacerebbe in un certo senso che si riscoprisse il concetto rinascimentale di bellezza: specchio dell'anima e di virtù morali, espressione del proprio mondo interiore e della propria personalità. Può essere un'utopia ma perché non iniziare un cambiamento di mentalità?
Quali saranno i mood e le necessità che avranno maggiore peso nella definizione del femminile, nelle attese, nel modo di affrontare gli sguardi attraverso l'abbigliamento?
Al di là delle mode, che per loro natura sono legate all'oggi e propongono una certa estremizzazione dei canoni estetici, mi piacerebbe che ogni donna, attraverso il proprio abbigliamento, esprimesse realmente se stessa, il proprio modo di concepire la femminilità ed il proprio modo di essere, non dimenticando mai moderazione, buon gusto e sensibilità verso i pregi ed i difetti del proprio corpo.

Per una donna l'abito è un costume di scena, un feticcio o una parte della personalità?
L'abito deve essere espressione di sé, della propria personalità, ma nel contempo è reinvenzione di sé, costruzione creativa, sogno di bellezza ogni volta diverso.
Chi, secondo lei, detterà le tendenze o manterrà un ruolo da protagonista? Com'è la sua visione globale della Moda nei prossimi anni?
La moda continuerà ad imporre
i propri trends sulla base delle proprie correnti creative, ma anche la società, con i suoi differenti stili di vita, i cambiamenti generazionali, il modo di vivere il lavoro ed il tempo libero influenzeranno sempre di più la moda stessa in una sorta di percorso circolare. Creatività, funzionalità, personalizzazione, ciclo veloce del prodotto, saranno le nuove parole chiave della moda.
Anna chi ama tra i colleghi fashion designer passati e presenti?
Di ognuno dei miei colleghi apprezzo alcune intuizioni creative che hanno lasciato il segno e contribuito ad evolvere la storia della moda.
Quali sono le sue icone, le sue influenze, le sue fonti di ispirazione?
Ogni cosa, nella vita di ogni giorno, può rappresentare per me una fonte di ispirazione: un film, un quadro, l'abbigliamento di una ragazza incontrata per strada, i fiori del mio splendido giardino, la realtà della vita.. Tutto contribuisce ad ispirare un tema o un capo di collezione.
L'importante è non abbandonare mai l'entusiasmo e la curiosità per recepire l'evoluzione del mondo circostante.

C'è stato un evento scatenante, o un momento, nella sua vita che le ha fatto cambiare, o intuire, prospettive, percorsi, cambiamenti fondamentali?
La perdita di mio marito è stata molto dolorosa sul piano personale ed anche dal punto di vista lavorativo io e i miei figli abbiamo dovuto reimpostare la gestione aziendale ed affrontare la sfida
del cambiamento. È cambiata la mia prospettiva nel vivere le cose da sola ed ho cercato per questo di crearmi un nuovo equilibrio. La vicinanza della mia famiglia è stata
fondamentale per non farmi mai abbandonare coraggio e forza di volontà.
Secondo lei, nello stabilire nuove tendenze ha più importanza la televisione con il suo corollario di reality oppure la musica, il cinema? Se Anna guarda la Strada, cioè i giovani, quali giovani sceglie?
La storia del costume è influenzata da molteplici fattori. La società evolve continuamente sotto la spinta di innumerevoli correnti culturali e non è facile tracciarne il quadro. Guardando i giovani, apprezzo coloro che non si identificano in stereotipi o cliché, ma esprimono uno stile personale, mostrano libertà di pensiero e capacità critica ed in questo caso l'abbigliamento non rappresenta che il riflesso esteriore di questa mentalità.
Quali saranno le atmosfere delle Sue prossime collezioni? Ci sarà un fil rouge comune che le unirà?
Ancora non posso esprimermi sulle prossime collezioni, ma certamente
i punti di riferimento saranno sempre la femminilità, la seduzione e la raffinatezza che renderanno speciale ogni capo.
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