"Cassano show da Fazio"

"Ho fatto 17 anni di fame e 8 da milionario, ne mancano ancora 9 per pareggiare il conto". "In Spagna si dormiva un po' troppo poco. Perche'? C'erano tante belle donne...". "Capello? Non vuole piu' vedermi". "La lista di Donadoni per gli Europei si chiudera' quando ci entrera' anche Cassano". E' stato uno show.

Ma stavolta Antonio da Bari vecchia lo ha fatto in tv, ospite di "Che tempo che fa", la trasmissione condotta da Fabio Fazio, tifoso della Samp. Che all'attaccante, tra le altre cose, ha fatto firmare un contratto a vita con i blucerchiati. "Potrei farlo tranquillamente anche davvero- ha detto Cassano- perche' a Genova sto benissimo. Da uno a dieci come sto a Genova? Diciamo mille".

La Roma e' un ricordo, il Real Madrid si augura lo diventi. "Mi fa effetto vedere certe immagini (di quanto giocava in giallorosso, ndr): adesso sono dimagrito di 7-8 chili. Come vivevo a Madrid? Si viveva troppo la notte e non era una cosa positiva. Potevo fare il calciatore o continuare a fare la bella vita: ho scelto la prima cosa". Poi, insieme Fazio e Cassano hanno ripercorso le tappe della vita del ragazzo di Bari.

"Essere nato proprio quando l'Italia ha vinto il Mondiale e' stato un segno del destino. Non c'erano dottori per farmi nascere, per questa ragione che ho una testa un po' particolare...". Cassano, poi, ha parlato delle scommesse che ha fatto con i dirigenti della Samp sui risultati della squadra blucerchiata: "Ho indovinato cinque volte, anche questa domenica con il Napoli ho detto che avremmo vinto due a zero ma soldi non se ne vedono. Sono andato due volte a cena con Marotta ma ho sempre pagato io".

Cassano ha confessato che il soprannome che gli piace di piu' e' Peter Pan e poi ha aggiunto: "Come vedo il calcio? All'estero si sta meglio, ci sono meno pressioni. E io lo vivo come si vive all'estero. Pentito di qualcosa? Ho fatto tanti errori, qualche volta esagerando ma non posso cambiare dall'oggi al domani. Sono fatto cosi' e andro' avanti cosi'".

Alla domanda su quanto fa male prendere a calci una bandierina, Cassano ha risposto cosi': "Mi capita quando c'e' una partita importante, e potrebbe succedere tra una settimana... (il derby con il Genoa, ndr)". Fazio gli ha chiesto anche quanto e' stato importante il calcio per lui: "Non so dove sarei potuto finire senza il pallone, ho avuto un dono dal Signore, quello di saper giocare a calcio e cerco di sfruttarlo. Dico la verita': al 90% vivo il calcio come un gioco, per il 10% lo faccio per i soldi, che aiutano a vivere. Ho fatto 17 anni di fame e 8 da milionario, ne mancano ancora 9 per pareggiare il conto".

E ancora. Gli schemi? "Il mister sa che bisogna fare solo una cosa: buttare il pallone in avanti, poi qualcosa succede. Anche nella vita sono sempre stato fuori dagli schemi. E un pochino anche dalle regole. Sono sia genio che sregolatezza, le due cose sono insieme: secondo me e' anche un segno di sicurezza".

Come si mangia a Genova? "C'e' il pesto che non fa ingrassare, ma io preferisco la cucina di mia madre che fa arrivare i prodotti dalla Puglia e prepara le cose buone che mi piacciono tanto. Comunque adesso ho il peso forma perfetto: sono 81 chili mentre pesavo 90 chili quando ero arrivato a Genova".

Il gol che mi ha cambiato la vita? "Quello con l'Inter a 17 anni. L'allenatore con cui mi sono trovato meglio e' stato Fascetti, ma anche con Mazzarri va molto bene: con tutti gli altri, invece, ho avuto qualche problema. Per avere un buon rapporto con me, mi devono dire le cose in faccia: a volte non e' accaduto". E ancora sulla Spagna: "Ho giocato pochissimo. All'inizio stavo bene, ma poi dopo tre mesi volevo rientrare in Italia. Si dormiva un po' troppo poco. Perche'? C'erano tante belle donne...".

Capitolo Nazionale: "La lista si chiudera' quando ci entrera' anche Cassano. Scherzo, con Donadoni c'e' un ottimo rapporto: con lui parlo davvero di tutto, anche di donne. Sono cosi', bisogna accettarmi nel bene e nel male. Ci tengo molto alla maglia azzurra, l'ho detto anche a Donadoni: secondo me 18-19 nomi li ha gia' in mente, su di me l'unico dubbio puo' riguardare la testa, a volte porto tanta allegria ma anche tanti problemi. Se io fossi l'allenatore di Cassano cosa gli direi? Non allenarti, fai quello che vuoi".

Fazio gli ha chiesto allora di Capello: "Penso di avergli fatto qualche impressione negativa (ride, ndr), visto che non vuole piu' vedermi. La sua imitazione? Deve avere un tic al collo... Comunque posso farla visto che ha detto che smette dopo l'Inghilterra e quindi non me lo ritrovero' davanti". Infine, la Samp: quando tornera' a vincere uno scudetto? "L'ho detto anche al presidente Garrone dopo la partita con il Napoli. Se entrambi facciamo qualche sacrificio, tra 3-4 anni la Samp puo' raggiungere risultati importanti"