"10 e LODO"
Una sirena mora che arriva dalla Sardegna e che risponde al nome di Francesca Lodo: la ex letterina che oggi ha scalzato niente meno che Penelope Cruz come testimonial di Brosway gioielli.
Il 2008 targato Maxim parte col botto.
Senti,si dice che l’abito non faccia il monaco.Ma un gioiello?
Sai com’è, no? Il diavolo sta nei dettagli. Un gioiello rappresenta un piccolo particolare che detta la cifra stilistica di una persona. Io non amo agghindarmi troppo, evito di essere barocca, ma una collana con un bel ciondolo per esempio, addolcisce tanto, rende una donna più sensuale.
In alcune foto di questo servizio,la somiglianza con Jennifer Lopez è impressionante…
(ride) Non avevo mai scattato delle foto del genere in effetti. Èstata un’esperienza nuova e interessante. Jennifer Lopez, dici? Sì, dei poveri, però!

Ti piacerebbe essere al suo posto o stai bene dove sei?
Sto bene dove sono, grazie. Quel che le invidio è la possibilità di fare tante cose differenti: lei canta, recita, balla e il pubblico lo accetta senza problemi. Qui in Italia, la realtà dell’artista com- pleto è un po’meno presente e soprattutto accettata. Qui, tendono a inscatolarti in un settore ben preciso per poi dirti, magari, che sai solo ballare o cantare. Un po’di spazio in più per l’eclettismo, non guasterebbe.
Tu canti e balli.C’è qualcosa che ti metterebbe in imbarazzo,dovessi farlo in tv?
Non mi imbarazza nulla. Dovessi cimentarmi in qualcosa che non faccio spesso, mi ci vorrebbe più tempo per concentrarmi per farlo al meglio. Tutto lì.
Hai mai conosciuto qualcuno in rete?
In realtà sì, un sacco di gente. Ma non chattando nel senso più stretto del termine. Ho una pagina su Myspace e la utilizzo molto. Gestisco contatti e rapporti con i fan ed è un modo ottimo di conoscersi: oltretutto, non essendo propriamente una chat non si corre il rischio di fare brutti incontri, visto che la rete è zeppa di persone che ti cercano anche solo per romperti le scatole, insultarti o magari dirti cose oscene. Su Myspace, almeno c’è un minimo di filtro.

Come ti descriveresti?
Come una rompiscatole. Una rompiscatole romantica, però; una persona che sa quali sono i valori che contano. Poi, vediamo… sono permalosa e gelosa; buona con le persone che meritano e vendicativa con le persone che mi hanno fatto male.
Hai mai ricevuto un due di picche?
Sì.
Cosa ti attrae immediatamente in un uomo?
Per piacermi, un uomo non deve essere troppo acconsiscendente. Uno che ti dice “facciamo quel che vuoi tu, andiamo dove vuoi tu”, mi stufa dopo 10 minuti. Chi, invece, è in grado di tenermi testa; chi è intraprendente e capace di farmi un piccola sorpresa ogni giorno, esercita su di me un fascino tutto particolare.
Dimmi una cosa che ami e una che invece non sopporti.
Amo molto il rap e l’hip hop. Per me la musica è molto importante; accompagna sempre la mia vita. E poi amo il mio lavoro perché in quello che faccio metto sempre il cuore e l’anima. Quello che proprio non sopporto sono le persone false e ipocrite, quelle che ti giudicano solo perché fai questo lavoro. E sto parlando soprattutto degli uomini. Una volta mi è capitato di conoscerne uno che ha avuto paura di frequentarmi nascondendosi dietro al fatto che io e lui frequentassimo mondi troppo diversi. Mi ha molto delusa. Una persona può anche fare il mio lavoro e vivere una vita normale.

Che rapporto hai con lo shopping?
È una malattia (ride). Una malattia bellissima per certi versi perché non c’è niente come lo shopping per ricaricarsi quando sei giù di morale. Per altri, è una tragedia perché esci per fare una semplice passeggiata e torni a casa con 50 sacchetti. I mie oggetti cult, sono vestiti e borse. E non c’è bisogno di comperare sempre oggetti costosi. È tutta una questione di gusto, non di prezzo. Puoi trovare cose fantastiche a poco prezzo ed essere sempre al top. Quello che proprio odio, invece, è lo shopping natalizio. Per me il natale è qualcosa di vivere in maniera assolutamente spirituale. Tutto il contorno commerciale che lo accompagna
mi disturba.
Come ti gestisci il carico di mondanità che un lavoro come il tuo impone?
Guarda, io sarei molto poco da vita mondana, ma certo per il lavoro che faccio, ho dovuto imparare a convivere con la cosa. Diciamo, però, che cerco di selezionare gli eventi: certo non vado qua e là per farmi fotografare o farmi vedere. Il presenzialismo fine se stesso, non fa per me.
Quanti gradi segna,oggi,il tuo termomentro della felicità?
Se guardo al lavoro, allora sono al grado più alto possibile di felicità. Forse si potrebbe parlare di apice. Quel che mi manca invece è un po’di stabilità in amore, ed è una cosa che un po’mi pesa perché per me la sfera affettiva è molto importante. Ma so che le cose si metteranno al meglio anche da quel punto di vista.
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