Vedi Hilary Swank e non puoi fare a meno di pensare che sia una tipa davvero tosta. Sarà perchè a soli 32 anni ha già messo in bacheca due premi Oscar, sarà perché la guardi ammirato e non puoi non pensare all’immagine di lei che prende a pugni e calci un sacco in palestra.
“Non avevo mai sentito parlare di boxe prima di incontrare Clint Eastwood. Anzi, l’idea che due persone si potessero prendere a pugni e che questo si potesse considerare addirittura uno sport mi faceva una certa impressione”, racconta. “Poi ho approfondito l’argomento e mi si è aperto un mondo”.
La boxe come palestra di vita insomma?
Ho capito la forte analogia tra il ring e la vita. Fare boxe richiede grande umiltà. Soprattutto quando ti credi forte sulle gambe, puoi essere colpito e andare al tappeto. Così, impari a rispettare chi divide quel piccolo quadrato con te. Quando giravo, ogni mattina mi svegliavo con un senso di impotenza e stanchezza.
Piangevo e mi dicevo, “Oggi non ce la faccio”. Invece l’esercizio mentale che la boxe richiede mi dava grande energia.
Una storia che per molti versi ricalca le tue origini di ragazza nel Nebraska.
In ogni personaggio che interpreto, primo fra tutti la boxeur di Million dollar baby, metto sempre qualcosa di me e della mia esperienza di vita. Non sono mai andata a scuola di recitazione.
Sono diventata attrice perché amo la gente e nelle storie vere delle persone c’è sempre qualcosa di interessante da raccontare, qualcosa che ti unisce.
Come Maggie, la sfortunata boxeur, anche tu per arrivare al successo hai sputato sangue e sudore.
Mia madre mi ha insegnato che migliorarsi è un impegno che non finisce mai. E io voglio crescere ogni giorno, diventare più profonda nel mio lavoro.
Non sei diventata attrice per caso. Hai dormito in auto di fronte agli studios di Hollywood pur di sostenere un provino dietro l’altro.
Ero una ragazza che viveva in un parcheggio e aveva un sogno.
Continuare a fare l’attrice e interpretare provando ogni genere è il mio prossimo obiettivo. No, decisamente non è un caso ma frutto di una determinazione assoluta. E voglio fare quello che faccio, mettendomi in gioco, con la passione per la recitazione che mi brucia dentro oggi più di ieri.
Adesso che ti è stata assegnata la stella numero 2325 sulla Hollywood Walk of Fame riceverai decine di offerte?
Accetto di leggere tutti i copioni senza pregiudizi di sorta e faccio attentamente le mie scelte. Ma, credimi, una sceneggiatura su 20 è bella e soltanto una su 50 è straordinaria, e io cerco di prenderla al volo prima delle altre attrici.
Non mi dirai che anche tu che hai vinto due Oscar fai fatica a trovare un ruolo decente?
Eppure anche dopo Million Dollar Baby non è che le cose siano cambiate così tanto come credevo.
Continuo ad avere difficoltà a trovare ruoli interessanti.Un problema comune a noi attrici 30-40enni. A Hollywood infatti privilegiano le storie al maschile e pur di lavorare noi donne accettiamo anche ruoli che spetterebbero a una ventenne.
Sembra di sentire il lamento di ogni attrice italiana.
Non ci si può credere ma arrivano copioni assolutamente inconsistenti.
Io leggo di tutto perché non sai mai da dove ti può piovere una buona storia. Ma forse se ci fosse più collaborazione tra attore e sceneggiatore le cose andrebbero meglio. L’unica che continua sempre a lavorare senza problemi è Meryl Streep!
La gente ha paura di invecchiare e allora vuole vedere sullo schermo ragazze belle e scattanti. Per gli uomini il discorso invece ovviamente non conta. Come sempre.
Allora è per questo che hai deciso di produrre un film?
Non sono certo la prima a dover fare una scelta del genere. Molti attori hanno fatto come me e si sono creati una società di produzione. Spero davvero che decolli ma sono consapevole che ci vorrà del tempo. Mi pare l’unica maniera per far mettere le radici a progetti che mi stanno particolarmente a cuore.
Il tuo ultimo film passato da noi, è stato l’horror I segni del male mentre per Natale uscirà P.S. I love you,una commedia nella quale reciti accanto al divo scozzese Gerard Butler. Ma la vera novità è proprio la produzione di Laws of motion,la commedia brillante che stai girando al fianco di Matthew Perry, il simpatico Chandler di Friends.
So che il pubblico si aspetta da me ruoli drammatici, ma a me piace provare ruoli diversi, potrei fare anche un film tutto a effetti speciali.
A proposito dopo la fine del tuo matrimonio con Chad Lowe come va la tua vita sentimentale?
Ci vogliono due persone per far funzionare una coppia e anche io ho commesso degli errori, non sono una santa.
Prima con tua madre poi otto anni con Chad. Non hai voglia di fare un po’ di vita da single?
È vero non ho mai vissuto da sola.
Si parla di un legame col tuo agente John Campisi?
Ho una relazione con un uomo stupendo che non è un personaggio pubblico e quindi non mi va di parlarne. Però è vero ho già una relazione importante.
Ok cambiamo argomento. Sentito parlare di Gabriele Muccino?
Certo e tra i giovani registi alla ribalta è con Muccino che vorrei lavorare al più presto.
Non lo dici solo perché sei qui in Italia? A proposito è la prima volta che vieni?
No, giusto qualche mese fa ho fatto una spelndida e rilassante vacanza sulle rive del lago di Como.