Isabella Ferrari parla per la prima volta a Vanity Fair della scena più attesa di "Caos calmo", dal best seller di Veronesi, nelle sale l'8 febbraio e il 13 in gara al Festival di Berlino. La scena di sesso tra l'attrice e Nanni Moretti è stata complicata e difficile da girare: "Senza dubbio la più 'forte' della mia carriera, - ha confessato la Ferrari - e non nego che mi ha lasciato un segno. Non a caso non mi sono ancora voluta rivedere".
Da mesi si parla di questa scena. Primo, perché è piuttosto spregiudicata. Secondo, perché non sono attori qualsiasi quelli scelti per interpretare i personaggi di Pietro Paladini, il protagonista, e di Eleonora Simoncini, la donna che Pietro, all’inizio della vicenda, salva in mare nel momento esatto in cui sua moglie, a casa, sta morendo. Moretti non è solito mostrarsi nudo, e neppure in scene erotiche. Isabella Ferrari, sex symbol del cinema nazionalpopolare durante l’adolescenza (a 17 anni era Selvaggia nel film dei Vanzina Sapore di mare), passati i quarant’anni vive una seconda carriera come interprete di film d’autore: l’abbiamo vista l’anno scorso in Saturno contro di Ozpetek, che l’ha voluta, questa volta come protagonista, anche nel nuovo film appena girato, Un giorno perfetto (tratto dal romanzo di Melania Mazzucco).
Come è andata a finire con Moretti e la scena di sesso? “Una volta sul set, non abbiamo fatto prove. Io sono andata subito al trucco, evitando gli altri. Quando è arrivato il momento, sono usciti tutti dalla sala. Siamo rimasti solo io, Nanni e un operatore. Abbiamo fatto una prova tecnica, poi abbiamo girato, con assoluta verità e realismo: un unico piano sequenza, senza stop, di circa quattro minuti”.
La tensione si era sciolta? “C’è sempre tensione in momenti come quelli. Io, poco prima, mi ero fatta una vodka, Nanni un paio di birre. È stata senza dubbio la scena più “forte” della mia carriera, e non nego che mi ha lasciato un segno. Non a caso non mi sono ancora voluta rivedere. Anche adesso che il film è pronto, rimando continuamente il momento. Però penso che io e Nanni siamo stati bravi, artisti veri. Non ho mai avuto la sensazione di avere Moretti accanto a me, mi avrebbe fatto soggezione dal punto di vista intellettuale. Quello per me era Pietro Paladini. E io ero Eleonora”. La scena più audace della sua carriera a 43 anni. Ha avuto coraggio. “Si vede che avevo bisogno di avere maggiore sicurezza in me stessa, come donna, e l’ho raggiunta solo con la maturità. Prima mi sentivo più bella, ma mi metteva a disagio l’attenzione degli uomini. Allora mi nascondevo dentro jeans e golfoni”.
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Avrebbe immaginato, quando era ragazzina, che un giorno sarebbe diventata madre di tre figli? “Già da piccola avevo l’istinto materno, la tendenza ad accudire. Ancora oggi sono il punto di riferimento per tutte le mie amiche: quando sono malate mi chiamano, distribuisco consigli e ricette. E anche se da ragazza mi è capitato di abortire, credo di aver sempre saputo, dentro, che volevo una grande famiglia. Possibilmente tre figli, come mia madre”. Dice che le è capitato di abortire. Oggi sono in molti a voler rimettere in discussione la legge 194. Lei che quella scelta l’ha fatta in prima persona, che cosa pensa della proposta di moratoria? “La trovo inquietante. È chiaro che ad abortire si soffre: è successo a me, succede a tutte le donne. Ma proprio perché l’ho vissuto sulla mia pelle, penso che nessuno possa subire una gravidanza, per nessun motivo. Sì, ho scelto di abortire. E poi ho avuto i figli, quando potevo e avevo voglia di farli. Allo stesso modo, sostengo e capisco le donne che, pur di diventare madri, sono disposte a tutto, anche a sfondarsi la pancia di ormoni”.
Sta vivendo il momento più felice della sua carriera a un’età in cui le attrici faticano a trovare lavoro. Fortuna o perseveranza? “La Tv mi ha aiutato. Quando mio marito mi propose Distretto di polizia (De Maria era il regista, ndr), tutti dicevano che ero pazza ad accettare, che mi avrebbe rovinato l’immagine. Invece sono passata dai film indipendenti che non vedeva nessuno ad avere dieci milioni di spettatori. La Tv mi ha portato l’amore della gente, e un potere enorme. Lì ho anche conosciuto Antonello Grimaldi, che poi mi ha voluto in Caos calmo. Sa che cosa mi è successo, una sera? Ho incontrato, nel quartiere Prati, Gianni Amelio che correva. Gli ho chiesto dove andasse, e lui: C’è l’ultima puntata di Distretto”.
E' Roman Polanski il megaboss Steiner per cui lavora Nanni Moretti nel film "Caos calmo" di Antonello Grimaldi: lo rivela "Ciak", il mensile di cinema. I due grandi registi sono insieme per la prima volta sul grande schermo. Sul mensile anche le foto della scena in cui Nanni Moretti, protagonista della pellicola in concorso a Berlino, riceve la visita del suo capo, Steiner, interpretato appunto dal regista attore Roman Polanski.Dopo l'arrivo in Rolls Royce, come nel romanzo di Sandro Veronesi da cui è tratto il film, segue una lunga passeggiata dei due personaggi in un'atmosfera autunnale. E' la prima volta che i due autori di culto si ritrovano fianco a fianco sul grande schermo.