"Kakà si prende il pallone d'oro"

PARIGI - «È un'emozione grande, un giorno speciale per me e tutti i tifosi rossoneri. Grazie a tutti». Sono queste le prime parole pronunciate da Kakà al momento della consegna del Pallone d'Oro 2007 a Parigi. Il trequartista brasiliano del Milan, vincitore della passata edizione della Champions League, ha preceduto nelle votazioni organizzate dal magazine francese France Football il portoghese Cristiano Ronaldo (del Manchester United) e l’argentino Lionel Messi (Barcellona): Kakà ha raccolto 444 voti; Cristiano Ronaldo 277 preferenze, Messi 255, Drogba 108.

OTTAVO SIGILLO - Per il Milan si tratta dell'ottavo pallone d'oro, l'ultimo dei quali vinto dall'ucraino Andryi Shevchenko. Insieme al brasiliano, che a Parigi era accompagnato dalla moglie Caroline (che è incinta), dalla madre e dal fratello Digao (anche lui calciatore professionista), in classifica c'era anche il suo compagno di squadra Andrea Pirlo, al quinto posto. Decimo Francesco Totti, sedicesimo l'altro compagno di casacca, Filippo Inzaghi.

INSAZIABILE - Il giocatore, che ha ringraziato Dio e la famiglia per il sostegno, si è mostrato particolarmente ambizioso: «Voglio un altro pallone d'oro, cercherò di vincere il secondo il più presto possibile». Il fuoriclasse in una lunga intervista all'edizione online di France Football ha detto di aver guardato l'albo d'oro: «Michel Platini, Johan Cruyff e Marco Van Basten hanno vinto 3 volte, è un record. È un exploit straordinario che vorrei realizzare. Avrebbe un grande siginificato riuscire ad entrare in un gruppo così ristretto di giocatori mitici», ha detto Kaká. «Al momento è solo un sogno. Io cercherò di vincere il secondo il più presto possibile». Intanto, il 25enne si gode il primo: «Il 2007 è stato l'anno migliore per me. Avevo iniziato la stagione con l'intenzione di lasciare la mia impronta nella squadra. Ho la sensazione di essere sulla buona strada».

LA COPPA - Nel maggio del 2007 il Milan ha vinto la Champions League. «Ho molte immagini in mente, ma il momento più bello è quello in cui puoi alzare la Coppa al cielo: lì ti rendi conto che è veramente tua. Non c'è nessuna sensazione più forte di quella che ti dá la vittoria. È una sensazione quasi primitiva». Le dediche si sprecano. «La prima dedica è a Dio, che mi ha dato questo dono. Senza di lui, non avrei ottenuto nulla. Non avrei conosciuto le gioie che mi ha dato il calcio. Poi, lo dedico a mia moglie Caroline. A mio padre, a mia madre, a mio fratello, ai miei amici, al Milan. A tutti quelli, insomma, che mi hanno aiutato a diventare ciò che sono oggi».

FESTA IN PIAZZA DUOMO - Kakà è tornato a Milano già nel pomeriggio e alle 18 ha mostrato il premio a tutti i tifosi rossoneri affacciandosi dal balcone della nuova sede Bwin, sponsor di maglia del Milan, in Piazza Duomo.