"Le nuove leve hollywoodiane amano Capri"
Per la sua prima uscita caprese, Hayden Panettiere ha scelto un abitino blu elettrico per il quale non sarà stato necessario più di mezzo metro di stoffa. Un po' perché la cheerleader indistruttibile del serial cult Heroes, vista da vicino, ha un formato appena più grande di una Barbie. E un po' perché, anche se l'inverno dell'Isola Azzurra è freddino, il guardaroba da diva che i marinai hanno faticosamente scaricato giù dal traghetto deve essere regolato sui più miti climi losangelini.
L'eroina televisiva è solo una delle giovani star americane che hanno scelto di iniziare il 2008 in Italia, ospiti al festival Capri Hollywood diretto da Pascal Vicedomini. Sull'isola per parlare di cinema - e per ballare fino all'alba al celebre Anema e Core - sono arrivati Lindsay Loan, Freddie Highmore, Amy Ryan e Andrew Garfield, nuove e impegnatissime leve della giovane Hollywood. Se Panettiere si prepara infatti al salto sul grande schermo, dove interpreterà, accanto a Julia Roberts e Willem Defoe, il drammatico "Fireflies in the Garden", Freddie Highmore, dopo il debutto da protagonista in "La fabbrica di cioccolato" di Tim Burton è ora reduce dal set di "The Spiderweek Chronichles" di Marc Waters. Con i suoi quindici anni, Highmore ha l'aria di un bambino capitato nel paese delle meraviglie, ma dice di mantenere i piedi per terra: «A Hollywood mi sono state concesse opportunità straordinarie, lavoro con grandi attori e con grandi registi, ma quando non sono sul set faccio le cose che fanno tutti gli altri ragazzi: vado a scuola o al cinema. Ho 15 anni, la priorita' e' prendere un diploma».

Più insofferente alle regole dello showbiz sembra invece la bionda Hayden, sotto i riflettori da quando, a 11 mesi, fu scelta come protagonista per uno spot della Playschool: «Da ragazzina vivevo in una cittadina di provincia, umile, persino noiosa, ma questo mi ha aiutato a mantenere un po' di buon senso. A Hollywood ti seguono e ti guardano continuamente, e poi i media dipingono noi giovani attrici come dei cloni, come se fossimo tutte uguali e facessimo tutte le stesse cose». Il riferimento, inevitabilmente, rimanda a Lindsay Loan, altra giovane diva tascabile sbarcata a Capri. Ma se la (ora) biondissima attrice di Radio America di Robert Altman fa parlare di sé come protagonista delle notti losangeline (in attesa di essere protagonista sullo schermo in "Dare to love me" di Alfonso Arau), Panettiere preferisce dedicarsi a più nobili cause: «Sto lanciando la mia casa di produzione, - dice - voglio usare la mia notorietà e il mio denaro per produrre documentari su temi sociali». Impegnativo si annuncia anche il futuro di Amy Ryan, bionda anche lei ma con un look decisamente meno aggressivo. Già in "Before the Devil knows you're dead" di Sidney Lumet, interpreterà la moglie di Neal Cassady nel biopic di Noah Buschel sulla vita del poeta e sarà nel cast di M.O.N.Y., nuovo progetto per la tv di Spike Lee.
C'è appena il tempo di fermarsi, il prossimo marzo, sul palco dell'Academy, se, come in molti scommettono, si aggiudicherà l'Oscar per la sua performance in "Gone baby gone", debutto alla regia di Ben Affleck. Giovane, carino e occupatissimo anche Andrew Garfield, classe 1983, che si dice "incantato" dal panorama caprese: il protagonista di "Lion for Lambs" di Robert Redford ha lasciato, pare, l'isola a malincuore. Ma ne valeva la pena. Ad aspettarlo, c'e' infatti il set del nuovo visionario viaggio cinematografico di Terry Gilliam, "The Imaginarium of Doctor Parnassus".
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