MILANO - Vieni avanti, Cipollino, e goditi la tua rivincita. Col suo fisico da vittima designata, Massimo Boldi ha incassato quasi sei milioni e mezzo di euro in due settimane col suo Matrimonio alle Bahamas. Non c'è male per uno che era stato dato «per spacciato» (lo dice lui), dopo che si era scoppiato da Christian De Sica. Uscito ora per non scontrarsi con i cine-panettoni natalizi di De Sica e Pieraccioni, il suo personaggio, Cristoforo Colombo, ha scoperto... il botteghino. «Io credo d'aver inventato un nuovo Natale. Tutti pensavano che uscire con un film a novembre non serviva a niente. Ho scoperto un nuovo periodo: il pre-Natale ».
De Sica l'ha chiamata? «Macché, niente. Non mi è dispiaciuto, è la prassi. Però mi hanno riferito che è andato a vedere il film. Ogni volta che mi piace un collega, da Verdone a Muccino, io mando un messaggino dal cellulare. Ma sì, mi chiamano per congratularsi, solo da poco Roberto Facchinetti dei Pooh e Giampaolo Letta della Medusa. Era ora che ti rendevi indipendente, mi hanno detto gli amici». Gerry Scotti è uno di questi: «Il suo film non l'ho ancora visto ma ci andrò, ero talmente abituato a vederlo a Natale... ». Lo segue dalle prime gag nelle tv locali lombarde prima del Biscione di Berlusconi, da Max Cipollino alla scuola milanese del Derby.
Lui, Abatantuono, Teocoli. «Io non ho fatto la gavetta come loro, non sono andato in giro col pullmino». Gerry e Massimo sono diventati amici di famiglia: «Mio figlio è cresciuto con sua figlia». Boldi è il prototipo del vero comico, malinconico nella vita: «E ha avuto le sue ragioni per esserlo, con la morte di sua moglie». Come Verdone, Boldi è ipocondriaco, nelle tasche pillole di ogni tipo. Il suo personaggio stralunato, affabile, svitato ma buono, col tempo è diventato semplicemente sopra le righe. E nella vita, malinconia a parte, non cambia ruolo. Per capirci: ha la passione per le barche, ogni anno ne cambia una. C'è un particolare: non sa nuotare.
«Massimo — racconta Giorgio Panariello — è uno che ti fa morire dalle risate con i suoi aneddoti. Una volta con l'auto nuova di zecca fa una gita in campagna e trova una mandria di vacche che gli sfonda con le corna la carrozzeria. E lui va dal pastore per cercare di rifarsi dare i soldi». Enzo Iacchetti è un compaesano: «Siamo tutti e due di Luino, sul Lago Maggiore, siamo "accomunati". E' il comico che mi fa più ridere, ha un solo difetto: non mi chiama mai nei suoi film. Si è scoppiato da De Sica? Niente di male, fanno ridere in due modi diversi. Non è che io e Greggio ogni volta che ci separiamo da Striscia diventiamo due chiaviche, ognuno fa le sue cose».
Vincenzo Salemme, anche lui viene dal botto inatteso col film Sms: «Uno non se l'aspetta mai, per me è stata una ripresa, al cinema avevo avuto un po' di calo». Insieme hanno fatto il deludente Olé: «Massimo è il vero comico, fa ridere indipendentemente da quello che dice, è una maschera». Alle Bahamas, Boldi si ritrova la bambola statuaria Victoria Silvstedt come suocera. Salemme: «Si dicono sempre barzellette sulle suocere per farle morire. Questo è il primo caso in cui si dovrebbero inventare per farle resuscitare».
Un amico storico di Boldi è Gianni Morandi: «Lo conosco da quando suonava la batteria, siamo coetanei, sua moglie era una mia grande fan. Mi fa molto piacere il suo successo, quando una coppia si scioglie c'è sempre uno che soffre e resta indietro. Massimo ha dimostrato che è capace e di essere amato dal pubblico. Andrò a vederlo con mio figlio Pietro che ha 10 anni». «Non solo i piccoli mi vedono come un cartone animato — riprende Boldi — è un film dedicato ai giovani, ce ne sono tanti che vanno a vederlo due volte. Il primo a essere meravigliato sono io».
Boldi ha prodotto il film con la sua società, dopo il divorzio dalla corazzata Filmauro di De Laurentiis: «Volevano continuare con un genere che non mi convinceva più, io pensavo a un film con più sentimento e meno volgarità. Gli avevo chiesto, invano, di fare un passettino indietro, verso la tradizione». Alcuni critici comunque hanno messo Boldi dietro la lavagna e gli hanno dato un votaccio. Il film è fatto di giochi di parole, battute in romanesco e milanese come vuole la logica del mercato, comicità elementare e, nell'incrocio familiare da classi sociali così diverse, un richiamo esplicito a Mi presenti i tuoi?. «Sì, ma anche a Poveri ma belli e Miseria e nobiltà. Per me è una rivincita». E se un giorno cambiasse genere? «No, grazie, resto nel mio giardinetto. Io do al pubblico quello che si aspetta da me».