"Il sosia di Capello"
Come tutte le stelle, anche Fabio Capello ora ha un sosia. Lo ha scovato un tabloid londinese, l'Evening Standard, e lo ha portato in giro per Londra per vedere se è convincente. Si chiama Michael McElinney, è un carpentiere irlandese di 45 anni, ha lavorato, guarda caso, alla costruzione del nuovo stadio di Wembley.
L'anno scorso, durante una vacanza in Italia, s'era accorto di somigliare a Capello, perché nei ristoranti e nei bar tutti lo guardavano dandosi di gomito, mormorando il nome dell'allenatore italiano. Adesso che l'allenatore che gli somiglia è stato nominato coach dell'Inghilterra, il muratore ha deciso di cambiare mestiere: si dedicherà a tempo pieno a impersonare Capello, un'occupazione assai più redditizia, che può rendergli 350 sterline, circa 500 euro, ad apparizione.
Ha cominciato, dunque, interpretando Capello per l'Evening Standard, che lo ha mandato in giro per Londra con un fotografo: davanti a Wembley, davanti alla sede della Football Association, dove una troupe di Sky News ha provato a intervistarlo prima di rendersi conto dell'errore, al bar Italia, ritrovo della comunità italiana a Soho, e dentro a Waterstone's Piccadilly, la più grande libreria di Londra, dove si è fatto riprendere mentre consultava manuali di inglese. "Se Capello può imparare l'inglese, io posso imparare l'italiano", promette il sosia, deciso a imitare fino in fondo il nuovo allenatore della nazionale.

Giudichino i lettori, confrontando le foto del vero e del finto Capello, se e quanto i due si somigliano. Impressione personale: si somigliano eccome, specie da qualche passo di distanza. Ero per caso da Waterstone's, a comprare un libro, quando ho visto arrivare, incredibile da credere, Fabio Capello. Da bravo cronista speranzoso di un'intervista esclusiva, l'ho seguito: e, ancora più incredulo, ho visto che stava sfogliando manuali di inglese, la lingua che ha promesso di imparare in un mese. Ma poi, vedendo che era senza guardie del corpo o accompagnatori e insieme a un fotografo, mi sono insospettito. Mi sono avvicinato, ho capito che era un sosia, gli ho chiesto che costa stava facendo. "Lo scoprirai presto su un tabloid", ha risposto il fotografo. E adesso l'abbiamo scoperto. |