"Vacanze romane per Will Smith"
Sbarcato a Roma per presentare il nuovo film "Io sono leggenda", Will Smith girerà la capitale per promozione, fino alla cena con Silvio Muccino. Gabriele è a Los Angeles e dopo "La ricerca della felicità" dirigerà di nuovo l'attore afroamericano in "Seven Pounds". Smith nel film è Robert Neville, scampato a un virus che ha raso al suolo New York. Deve far fronte alle vittime mutanti dell'epidemia che di notte escono allo scoperto per ucciderlo.
"Io sono leggenda" (nelle sale italiane dall'11 gennaio), ha incassato in meno di un mese 230 milioni di dollari negli States e l'ha definitivamente consacrato attore drammatico, lontano dalle gag del telefilm che lo aveva lanciato "Willy, il principe di Bel Air" e dai ruoli nei blockbuster americani. Smith è il protagonista unico di questo film di fantascienza tratto da un romanzo di Richard Matheson.
"La sceneggiatura - ha spiegato Smith - è totalmente concentrata sul mio personaggio e sulle sue reazioni di fronte al fatto che è rimasto completamente solo sulla Terra e deve lottare contro qualcosa che si nasconde nel buio e vuole fargli del male. Sono due paure condivise da tutti e per me mostrare le reazioni possibili di fronte a questi timori è stata una sfida esaltante".
In "Io sono leggenda" emerge anche l'eterno conflitto tra scienza e fede: Smith interpreta lo scienziato Robert Neville, che cerca un vaccino contro il virus, ma il finale del film offre una soluzione quasi mistica della tragica vicenda: "Ci interessava mostrare che esiste sempre una speranza e l'idea che se qualcosa muore nell'universo poi rinasce sotto un'altra forma. Io non credo che scienza e religione si trovino ai poli opposti di una linea retta, ma che facciano parte di una figura circolare unica, e che quindi si sovrappongano e si integrino".

Usa spesso le parole "energia" e "positività" quando parla l'attore afroamericano: "Ho uno spirito allegro, mi piace giocare, e ho bisogno di energia positiva per andare avanti. Ho dovuto combattere per non portare fuori dal set lo spirito cupo che mi veniva richiesto per interpretare Robert Neville. Anzi, credo che il divorzio dalla mia prima moglie, nel '95, sia dovuto anche allo strascico emotivo negativo che mi sono portato dietro dopo il film "Sei gradi di separazione". Oggi faccio di tutto per tenere sempre alto il mio livello di energia".
Will Smith ha spiegato infine che il suo grande amico italiano, Gabriele Muccino, che lo ha diretto nel film di enorme successo "La ricerca della felicità", "è a Los Angeles e sta scrivendo la sceneggiatura del prossimo film che gireremo, Seven Pounds. Ci siamo divertiti moltissimo a lavorare insieme e vogliamo realizzare un altro grande film. Vorrei anche lavorare con il mio carissimo amico Tom Cruise, sono due anni che cerchiamo un buon progetto che ci permetta di collaborare. Chissà che non Gabriele non riesca a farci recitare insieme".
Tra gli altri progetti dell'attore la produzione del remake di "Karate kid". E il protagonista sarà il giovane figlio di Will Smith, Jaden, classe 1998. Will Smith ha così smentito le voci secondo cui la giovane età di Jaden gli avrebbe impedito di recitare nel ruolo di un 14-15enne che, nel film originale del 1984, fu di Ralph Macchio.
"Mio figlio adora le arti marziali e le pratica con passione da due anni - ha detto l'attore - e vuole assolutamente che produca 'Karate kid'. Per questo film ho parlato con molti esperti e ho contattato diversi attori specializzati, tra cui anche Jackie Chan. Mio figlio sarà il protagonista del nuovo 'Karate kid' e io sarò solo il produttore".
Infine Smith ha commentato il lungo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood che farà saltare la cerimonia dei Golden Globe e getta un'ombra anche sulla notte degli Oscar: "E' una situazione difficile dove c'è molta energia negativa, ma comunque tutto questo non va visto solo come una cosa orribile: credo che oggi, da entrambe la parti, ci sia voglia di trovare una soluzione".
Will Smith fa il tifo per Barack Obama ma è comunque felice che la sfida nelle primarie democratiche metta di fronte un giovane di colore e una donna. "Non so se Obama può vincere la sfida con Hillary, né se potrà diventare presidente degli Stati Uniti, ma di sicuro stiamo per avere un drastico cambiamento nel Paese e questo mi rende euforico", ha commentato l'attore.
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